Il cane, un animale domestico

Pubblicato il da mietta

Il cane, sia come compagno di divertimenti, sia come collaboratore nell'assolvimento di alcuni incarichi o come guardiano del territorio dei suoi padroni, è un animale domestico che si è completamente integrato nell'ambiente umano.

La presenza del cane domestico accanto all'uomo è assolutamente certa nel 6000 a.C., un po' ovunque nel mondo, ma soprattutto nel Nord dell'Europa.

I legami tra l'uomo e il cane non si sono creati all'improvviso, ma sono stati il risultato di un lungo e progressivo avvicinamento fin dai tempi antichi.

I cani selvatici hanno cercato spontaneamente la vicinanza dell'uomo per reperire facilmente il cibo.

Le razze canine si differenziano molto fin dalla più remota antichità.

Vi si trovano eleganti levrieri, robusti dogues, divertenti bassotti, grandi spitz dalle orecchie ritte e una vasta gamma di cani difficili da identificare, tra questi appaiono senz'altro innumerevoli "bastardi", frutti di casuali incontri amorosi.

Molteplici sono i ruoli che i cani ricoprono tra gli uomini.

La caccia occupa il primo posto, ma il cane assume sempre la più antica delle sue funzioni: la guardia sia del territorio dei suoi padroni sia quella delle greggi.

"Cave canem" = attenti al cane... era l'iscrizione con cui gli antichi Romani erano soliti ricordare che possedevano robusti guardiani pronti a fare a pezzi gli indesiderabili che avessero cercato di introdursi nelle loro splendide dimore.

L'acquisto, spesso a peso d'oro, di grossi cani di razza divenne sempre più una manifestazione snobistica dell'alta società dell'Impero.

Nessuna specie animale presenta una differenziazione così grande come la specie canina, non solo sul piano fisico, ma anche dal punto di vista del carattere e dell'istinto.

Vi sono cani di tutte le dimensioni e di tutti i colori.

Alcuni sono snelli e slanciati come il greyhound o il setter, altri massicci e tarchiati come il bulldog.

Ve ne sono alcuni ricoperti da una folta pelliccia, altri con la pelle quasi nuda.

Il capo può essere rotondo come quello dello spinone belga, o stretto e lungo come nel levriere.

E che dire della lunghezza delle zampe, della forma della coda o delle orecchie, dello stesso muso, schiacciato e raggrinzito nel carlino, liscio e ben modellato nel pastore tedesco?

Quanto al carattere, esso va dalla rozza bonarietà del dogue alla riservatezza del chow-chow, comprendendo la tenerezza invadente del barboncino.

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