Il Canzoniere di Petrarca

Pubblicato il da mietta

Il Canzoniere è una raccolta di 366 liriche (le prime scritte negli anni 1336-37).

La stesura di quest'opera occupò il Petrarca dalla giovinezza sino alla morte.

Nel Canzoniere Petrarca usa tutti gli schemi metrici delle tradizioni italiana e occitanica: sonetti, sestine, madrigali, ballate, canzoni.

L'opera è scritta in lingua italiana.

Per Petrarca il latino rappresentava la lingua di alta cultura, non specialistica come in Dante, ma destinata alla casta degli intellettuali, quindi a un'élite che intendeva, almeno virtualmente, separarsi dal volgo, per il quale bastava la letteratura in italiano.

Petrarca riteneva le opere in latino più importanti e da quelle si aspettava la fama, mentre in volgare scrisse il Canzoniere che, non a caso, venne intitolato Nugae (sciocchezze) o Rerum Vulgarium Fragmenta, ma non certamente per eccesso di modestia.

Il Canzoniere, diviso in due parti: Vita e Morte di Madonna Laura, appare come opera dal carattere unitario; proprio il continuo rimaneggiamento determina il forte livellamento stilistico e psicologico, sì che non pare ci sia stata un'evoluzione, ma sembra piuttosto che l'opera, ruotando intorno al nucleo originale, si mantenga immobile.

Siamo così nell'ambito della poesia d'amore.

Pur non disconoscendo all'amore per Laura un ruolo preciso, il tema reale sembra quello dell'introspezione; un diario interiore in cui la vita del poeta è sottoposta ad un continuo lavoro di scavo.

Se nel Canzoniere si intrecciano liriche per Laura con altre di carattere politico, ciò che sovrasta e riunisce questi microtemi è un unico tema: l'analisi di sé.

La lirica amorosa diventa lo strumento per narrare le proprie delusioni e illusioni di uomo.

Il sonetto proemiale ha la funzione di introdurre tutti i temi che si ripresenteranno nel corso dell'opera: le oscillazioni della coscienza, il vaneggiamento d'amore, la consapevolezza che "quanto piace al mondo" altro non è "che breve sogno", le illusioni e le delusioni che si determinano dal contrasto tra ragione e cuore.

L'unità è data dal disegno ideale che sorregge l'opera e dalla lingua che è uniforme.

C'è stata nell'autore un'evoluzione spirituale: dal travaglio, dall'incertezza delle prime liriche (Solo e pensoso) alla dolce contemplazione della bellezza terrena della donna amata (Chiare fresche e dolci acque), sino al ripiegamento malinconico degli anni maturi (Tutta la mia fiorita e verde etade), per concludere con la canzone alla Vergine perché l'aiuti a ritrovare nella morte la pace dopo tanti travagli e gli indichi la via al superamnto delle umane debolezze e miserie.

Il Canzoniere
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